L’ANDRA é in alto mare, ancora uno sforzo e cola a picco!

Dopo aver assistito impotente alla caduta delle recinzioni dell’ecoteca, lo scorso 18 febbraio, l’Andra continua a dover incassare colpi, questa volta nei tribunali. Il processo sull’occupazione del bosco Lejuc, il ricorso sul disboscamento della scorsa estate, il processo sullo scambio del bosco…. Le procedure in corso, strettamente legate le une alle altre, formano un insieme di nodi giuridici che l’Andra sembra non saper dipanare. Il rapporto di forza continua a crescere nel bosco e a Bure e questi ostacoli giuridici potrebbero ritardare il progetto per un lungo periodo.


Il 28 febbraio, il tribunale amministrativo di Nancy ha dato ragione agli abitanti di Mandres en Barrois e ai militanti anti CIGEO, annulando la delibera del 2 luglio 2015 con la quale il consiglio municipale di Mandres autorizzava lo scambio del bosco Lejuc. Dopo circa un anno e mezzo di mobilizzazione sulla questione del bosco e un’intensificazione della lotta, é un nuovo duro colpo per l’Andra, una bella spina nel fianco per gli addetti ai lavori dell’industria dell’atomo.

Il consiglio municipale dispone adesso di 4 mesi per la “regolarizzazione”, ossia una nuova delibera “regolare” per riprendere una decisione sullo scambio del bosco. Il contesto, nel frattempo, é cambiato; la gente parla, gli abitanti si attivano, nuove persone si installano nel villaggio, la mobilizzazione (inter)nazionale si amplia e i riflettori sono puntati su questo paesino dove si gioca l’avvenire della filiera nucleare francese. É finita l’epoca delle riunioni blindate dalle guardie dell’Andra. É ormai passato il tempo in cui l’Andra poteva permettersi che una manciata di consiglieri municipali corrotti decidano delle sorti del loro villaggio per 100 000 anni con un voto semi segreto affettuato alle 6 del mattino.

Il giorno prima, il 27 febbraio, durante la sentenza sul ricorso dell’Andra riguardante la decisione del 1 agosto del tribunale di Bar le Duc (che annulava l’autorizzazione di disboscamento) un’altro bel colpo che l’Andra deve incassare. Infatti, l’Autorità ambientale che aveva reso una notifica positiva permettendo all’Andra di disboscare e forare senza uno studio d’impatto preliminare, ha fatto un passo indietro e sospeso tale decisione. La procedura potrebbe dover riprendere da zero, con nuove leggi più vincolanti riguardo le procedure. La sentenza avrà luogo il 22 maggio e l’Andra non ha ancora nessuna autorizzazione prefettorale per il disboscamento.

Il 22 febbraio il tribunale si é inoltre pronunciato sulla domanda di sgombero del nostro amico Sven Lindstroem, abitante ufficiale del bosco, rinviando la decisione al 5 aprile, dopo una domanda di incontro del famoso gufo del bosco Lejuc con il presidente del tribunale il 29 marzo.
Storicamente, a Bure, non si era mai vista una tale contestazione e delegittimazione del projetto di spazzatura nucleare, giocata tanto sulle barricate, tanto nei tribunali. Ma tutto resta in gioco.

Contrariamente ai titoli frettolosi di qualche media nazionale, il progetto CIGEO non é (ancora) bloccato. La delibera sullo scambio del bosco é annullata ma l’Andra resta ancora proprietaria sulla carta. Soprattutto, i membri del consiglio municipale di Mandres potrebbero riprendere una decisione che autorizza lo scambio, visto che subiscono una forte pressione da parte dei nucleocrati, che sia sul piano di un ricatto riguardante l’impiego di membri della famiglia o sull’attribuzione di contratti d’affitto di terreni agricoli o per la caccia. L’Andra puo’ continuare ad avanzare per deporre la domanda di autorizzazione di creazione (la DAC) prima del 2018, anche se il calendario é ormai compromesso.

Rispetto a tutto questo quindi é importante restare mobilizzati, in diverse direzioni:

1. I quattro consiglieri municipali di Mandres, visto il livello di conflitto di interessi, non dovrebbero poter votare. Per non parlare del sindaco, più agente commerciale decomplessato che altro, definito “delegato CIGEO” alla comunità di comuni.

2. Dopo l’imprecisione del 27 febbraio riguardante il disboscamento e la domanda d’impatto preliminare, é necessario bloccare l’Andra sul perseguimento dei suoi lavori preparatori non solo nel bosco Lejuc ma ovunque. Si invitano quindi le associazioni ambientaliste e naturaliste dell’Est, sollecitate dall’Andra per perseguire lo studio d’impatto a posizionari pubblicamente contro il progetto, boicottare e rifiutare di collaborare alla nuclearizzazione del territorio.

3. Rispetto al rinvio sullo sgombero del bosco, dopo l’udienza del 22 febbraio, é l’occasione di consolidare l’occupazione e gli altri progetti di installazione a Bure.

Altri appuntamenti saranno lanciati in aprile, per una primavera di resistenza, gioisa e determinata!

Tenetevi le scorie, noi teniamo il bosco!
Andra dégage, résistance et affouages !