Monthly Archive: May 2017

A Bure, se l’Andra rioccupa la foresta, la sgomberiamo!

Appello a convergere nella Meuse per difendere il bosco Lejuc.

Nelle nostre strane contrade della Meuse, sembra che il tempo sia divenuto ciclico. La colpa non é del riscaldamento climatico ma di un’epidemia stagionale di febbre autoritaria sul bosco Lejuc, rioccupato da settembre 2016. Il 26 aprile, a seguito di multiperipezie giuridiche che ci hanno dato tempo, il tribunale di Bar-le-Duc ha dichiarato che le/gli abitanti del bosco erano immediatamente sgomberabili. E il 18 maggio, il consiglio comunale di Mandres en Barrois si riunirà per procedere ad una nuova delibera per “regolarizzare” lo scambio del bosco. L’Andra e lo Stato contrattaccano.

Abbiamo avuto due mesi di tregua, durante i quali delle nuove persone si sono installate, delle capanne sono state costruite, delle case investite, 1500 m2 di patate e cipolle piantate sulle terre occupate, delle passeggiate naturaliste, dei week end delle streghe, etc, etc. Ora si ricomincia. Dopo l’estate di emergenza e la prima espulsione, l’estate indiana e la rioccupazione, l’inverno deter’ con le minacce sulla foresta e la manifestazione ai piedi del laboratorio, entriamo ora nella primavera resistente! Gli elicotteri hanno ripreso i loro sorvoli quotidiani, anche in piena notte. Le pattuglie di polizia, avvoltoi malefici, si aggirano nei paesini, rendendo furiosi le/gli abitanti. Le foglie sono cresciute un po’ dappertutto, anche su alcune barricate: la Meuse é bella e vi accoglie.

Il bosco é quindi sgomberabile. Ma non sgomberato. Un piccolo inciso sulle barricate “di carta” – che cadono sempre ma ci permettono di avere più tempo per construire il rapporto di forza- per mezzo delle quali la delibera che permetteva la proprietà dell’Andra sul bosco é stata invalidata dalla giustizia il 28 febbraio. La foresta quindi non ha mai smesso di essere il bosco comunale delle/degli abitanti di Mandres en Barrois. Niente é deciso per la nuova delibera del 18 maggio. Da marzo a luglio numerose specie di uccelli nidificano nel bosco, cosa che blocca l’autorizzazione al disboscamento. Una buona decina di specie protette, gatto selvatico, pipistrello, uccelli… sono stati identificati duranti i mesi passati. E per quel che riguarda le barricate quelle vere, le capanne, le vigies… sta a noi consolidarle!

Buffo il calendario. Si é ben poco parlato di ambiente o di nucleare durante questa non-campagna presidenziale dall’andamento disilluso da reality show con botta e risposta di cattivo gusto. Il 2007 é lontano, con il “patto ecologico”di Mr Hulot e lo spettacolo del Grenelle Environnement. E la promessa di chiusura di Fessenheim lanciata nel 2012 avrà tenuto, fino infondo, il suo stato di promessa. Nel 2017 si é parlato “affaires”, immigrazione-terrorismo-razzismo, sicurezza-polizia. Si procederà all’interramento delle scorie radioattive come si rasano delle bidonvilles, come si da la caccia ai proletari nei quartieri popolari e alle lotte: con una polizia-milizia sempre più fascista e “autonoma” nelle proprie azioni. Bure é il prolungamanto in una zona iper rurale del laboratorio repressivo di un potere che rinforza il suo versante autoritario ogni mese.

Non sarà certo l’avvento di un banchiere dolce dal sorriso fresco (piuttosto che una matrona fascista e carnivora) vestito con indumenti “anti-sistema” di “innovazione” che cambierà qualcosa- se non nel ritmo- al cammino morboso dell’inferno capitalista, razzista e autoritario. Che si lotti contro un progetto di spazzatura nucleare, contro un aereoporto verde, conto tutte le polizie e le frontiere, contro un piano sociale, contro le oppressioni sistemiche, é sempre questo mondo infernale che si cerca di fissurare e fermare, anche solo per un momento. Lottando contro tutto quello che ci domina, é una miriade di altri spazi che cerchiamo di costruire attraverso noi stessi, altre comunità di vita e di lotta emancipatrici, altri canti, altri sogni, altre relazioni in cui si smette di vendersi, senza nessuna autorità.

Nella lingua arida di quelli che pretendono governarci, la ricerca di questi spazi, la conflittualità che si radica sono delle “cisti”. Prendiamolo alla lettera: questo mondo é malato, offriamogli un ascesso da far gioiosamente infettare sulla faccia squallida che riflette il suo ordine marcio. Allora, siamo simpatici, offriamogli un regalo al nuovo potentato paffuto del capitalismo sfrenato e a tutta la sua cricca smunta di apprendisti start-uppers: un’incoronazione in bellezza con un conflitto rivendicato nel cuore di questi 220 ettari di bosco.

Da adesso, e come sempre, tutte le presenze a Bure sono cruciali. Facciamo attenzione al trionfalismo e allo spirito warrior…sappiamo che quello che costruimo é fragile, e come in una sfida, ci mettiamo tutto il nostro amore. Sappiamo anche che, nonostante siamo più numeros* a vivere in loco che un anno fa, non siamo ancora abbastanza forti per attaccare su tutti i fronti. Nei mesi a venire a Bure ci sarà sicuramente bisogno di scudi, di trincee, di barricate ma anche e soprattutto di canti, di massaggi, di coltivare le terre occupate, di costruire momenti di vita comune, di questionare noi e le nostre relazioni… Ci sarà bisogno di gioia, di cura e attenzione reciproca per continuare a radicare qui una vita desirabile e sabotare il loro deserto.
Vi aspettiamo!
Andra dégage! Résistance et sabotage!
Tenetevi le scorie, noi teniamo il bosco.

Prossimi appuntamenti:

Da adesso, convergenza massiva verso Bure per difendere il bosco occupato. Il posto c’é, persone che assicurano l’accoglienza pure. Cercare di essere il più autonomi possibile: tenda, sacco a pelo, scarpe adatte, luce frontale, materiale per arrampicare sugli alberi….
Il 18 maggio: presidio davanti al comune di Mandre en Barrois per mettere pressione ed impedire il voto per la “regolarizzazione” dello scambio del bosco. Portare qualcosa da sgranocchiare e da bere, strumenti musicali, pentole e coperchi
20 maggio: grande manifestazione dei 300 000 passi a Bure contro la nuclearizzazione del territorio
17 e 18 giugno: Incontri anticarcerali a Bure. Prossimamante maggiori informazioni
19 – 26 giugno Settimana d’azione e di nidificazione

In caso di espulsione:
Il giorno stesso: appuntamento alla Casa di resistenza di Bure alle ore 18
Le settimane dopo lo sgombero: grande manifestazione di rioccupazione
Chiamata ad azioni decentrate contro i promotori e imprese appalto della spazzatura nucleare: Vinci, Eiffage, Edf, Andra, Areva, il CEA….